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cenni storici

CASAVILLA prende il nome da Antonio Villa che pose qui la sua residenza dopo aver acquisito la proprietà dalle alienazioni dei beni ecclesiastici effettuate da Giuseppe secondo d'Austraia.

La struttura adiacente all'antica chiesa di San Pietro sorge nel medioevo come parte di un complesso abbaziale. Nel 1548 il monastero divenne abbazia commendata.

La struttura settecentesca della villa è stata oggetto di un recente restauro che ha mantenuto intatte le proporzioni degli spazi interni e riportato alla luce una singolare facciata, unico esempio di mosaico in pietra nell'area lombarda, nel pieno rispetto dei materiali originali e dell'impianto decorativo.

 

 

DAL SITO DEL FAI (FONDO AMBIENTE ITALIANO):

La chiesa di San Pietro all'Olmo (denominata gesa vègia per distinguerla dall'edificio di culto costruito in epoche successive a Cornaredo), ha origini antichissime.

Essa risale probabilmente all'epoca longobarda e la struttura abaziale le pervenne probabilmente tra il IX e l'XI secolo. La chiesa subì però forti danni in un terremoto che colpì l'area nel 1117 e che distrusse quasi completamente la struttura, di cui oggi rimane un solo muro di cinta originario. Le attività di ricostruzione della chiesa ripresero quasi subito e si conclusero nel 1170 con l'edificazione della nuova chiesa, a cui venne legato un nuovo monastero dedicato appunto a San Pietro (che da il nome anche alla frazione di cui è patrono), il quale venne aperto per merito del milanese Uberto Crivelli, arcivescovo di Milano, divenuto in seguito Papa col nome di Urbano III.

Col tempo il monastero acquisì sempre maggiore importanza, in particolare per la posizione strategica ove si trovava, a ridosso della via consolare Vercellina che collegava Milano con Torino.

Per certo si sa che nel monastero venne ospitato papa Innocenzo IV nel 1251, mentre tornava da un suo viaggio pastorale a Lione. Nel 1542 il monastero venne improvvisamente cambiato di destinazione e divenne un'abbazia commendataria che venne affidata a diversi prelati della chiesa milanese.

Alla morte dell'ultimo Abate Commendatario, Antonio Eugenio Visconti, nel 1788 tutti i beni dell'abbazia, vennero incamerati dallo stato che nel 1794 procedette alla vendita della maggior parte dei fabbricati e dei terreni annessi al complesso religioso, i quali vennero per la maggior parte acquistati da un facoltoso borghese di Desio, Antonio Villa